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notizia del 17/05/2003 messa in rete alle 13:50:04

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Gela, di nuovo play out
Domenica 7 giugno 1998, al Presti, la Juveterranova Gela, sospinta da un pubblico straordinario, si rende protagonista di una eccezionale rimonta nella gara di ritorno dei play-out, conquistando la salvezza a spese del Chieti. Cinque anni dopo la compagine di Ruisi si trova condannata a disputare gli spareggi-salvezza, con l’augurio dei tifosi di evitare le medesime sofferenze patite dal complesso di Fofò Ammirata.
Battere in casa il Ragusa non si è rivelato sufficiente per evitare la coda al torneo, a causa della sconfitta subita dall’Igea a Latina, e per via del 'regalo' del Brindisi al Frosinone nonostante giocasse tra le mura amiche, con i pugliesi scesi in campo schierando i titolari nel tentativo di conferire una parvenza di credibilità all’incontro.
Un epilogo di stagione amaro, inatteso e per certi versi incredibile considerata la qualità della 'rosa' gelese, impoverita dalla partenza di Docente ma non a tal punto da meritare il quint’ultimo posto. Non è proprio un caso che a contendersi la salvezza anticipata all’ultima giornata siano state formazioni del calibro di Frosinone, Gela e Latina, con i ciociari che ambivano alla promozione e con le altre due che aspiravano ad un posto nei play-off.
Gladiator, Palmese, Andria e Giugliano non possono di certo vantare un organico qualitativamente superiore, ma hanno ottenuto con molta tranquillità la salvezza sfruttando la forza caratteriale dei propri giocatori, carattere che in molti frangenti della stagione è invece mancato agli uomini di Ruisi.
E’ ovvio che nei play-out contro il Tivoli dovrà scendere in campo un Gela concentrato, determinato, che non si lasci sopraffare da facili isterismi, senza sottovalutare l’equivalente volontà degli avversari laziali di salvare una stagione a tratti mortificante.
I diciotto punti di differenza tra le due formazioni inducono a pensare ad un Gela nettamente superiore alla formazione di Crialesi, ma non va dimenticato che in passato, sovente, i play-out si sono rivelati sconcertanti, con squadre penultime in classifica per un’intera stagione e da tempo rassegnate a giocarsi tutto negli spareggi, che hanno poi festeggiato la salvezza a spese della quint’ultima (nel 2000 per esempio la Battipagliese, con Righi, Mascara, Morello, Spinetta, Testa ed altri elementi di lusso è caduta in serie D per opera del Castrovillari).
Non bisogna trascurare inoltre i precedenti in campionato. Nel girone d’andata a Tivoli il Gela perse senza attenuanti per due reti a zero; nel match di ritorno la formazione laziale strappò il pari a reti bianche al Vincenzo Presti difendendosi in otto, se non di più, nella propria area di rigore. A ciò bisogna aggiungere che gli uomini di Crialesi, su 26 punti, ben 21 li hanno conquistati tra le mura amiche.
Alla luce di tali dati diventa ancor di più fondamentale per il Gela non perdere nel Lazio poiché si rischierebbe, nella gara di ritorno, di consentire agli avversari di attuare il catenaccio e mettere in crisi Erbini e compagni.
Induce in tal senso all’ottimismo il rendimento dei giallo-rossi in trasferta, specialmente nel girone di ritorno, avendo i giocatori gelesi ottenuto, su otto incontri, una vittoria (a Pozzuoli), sei pareggi e una sconfitta (ad Olbia), mettendo a segno sette reti e subendone cinque.
I numeri, si sa, servono però a poco in questi frangenti qualora la squadra di Ruisi non scenda in campo nei play-out con lo spirito giusto al fine di evitare che Gela ripiombi nell’anonimato calcistico.
Autore : Paolo Cordaro
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