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Corriere di Gela | Tonino Gagliano (Udc, Camera) «Le mie competenze a servizio del territorio»
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notizia del 21/01/2013 messa in rete alle 22:07:51

Tonino Gagliano (Udc, Camera) «Le mie competenze a servizio del territorio»

Attuale presidente dell’Ordine forense di Gela, l’avv. Antonio Gagliano (nella foto), classe 1960, è candidato nella lista dell’Udc per la Camera, nel collegio della Sicilia occidentale, occupandone la quarta posizione, preceduto dal presidente di Confindustria di Palermo Rosario Basile, da Ferdinando Adornato e dal segretario regionale Giampiero D’Alia.

Già candidato nel 2001, con Democrazia Europea, nel collegio senatoriale di Caltanissetta, la sua posizione potrebbe rappresentare l’espressione del nostro territorio a Montecitorio, essendo D’Alia anche capolista del collegio orientale, e Ferdinando Adornato candidato in altre tre regioni.

Da una vita in politica, sempre nell’area che fa riferimento a quella che fu la democrazia cristiana, Tonino Gagliano è coordinatore provinciale dell’Udc. La sua ultima competizione risale al 2007 quando è stato il concorrente di Rosario Crocetta nella corsa a sindaco di Gela. Da allora non ha più partecipato a competizioni elettorali, dedicandosi maggiormente alla gestione dell’Ordine Forense locale. Per questo motivo riteniamo opportuno iniziare la nostra conversazione su temi professionali.

– Avvocato, lo stato dell’Unione negli Usa è l’occasione periodica per parlare delle condizioni economiche e sociali degli stati membri. Di cosa si parlerà nell’assemblea dell’Unione dei Fori siciliani, che per la prima volta si terrà a Gela il 1° febbraio prossimo?

«L’assemblea dei Fori siciliani si celebra una o due volte l’anno ed è l’occasione per discutere e, se il caso, deliberare sullo stato della giustizia nella Regione oltre che delle questioni inerenti all’ordinamento professionale e, in generale, le condizioni della professione forense. In tale occasione si stabiliscono le posizioni da assumere nel congresso forense e nelle varie assise che si tengono davanti al Consiglio nazionale o all’Oua su problematiche di carattere nazionale del settore. Inoltre, si decidono le iniziative di formazione professionale che l’Unione dei Fori organizza in Sicilia. Credo che si sia deciso di tenere a Gela sia l’assemblea, come anche un’iniziativa di aggiornamento sulla formazione professionale, per un riconoscimento alla vivacità del nostro foro e alla sua rappresentanza, che è stata attivamente partecipe a tutti gli appuntamenti, i confronti e i dibattiti tra il Consiglio nazionale ed i fori italiani, anche nella fase in cui si è pervenuti finalmente alla riforma dell’ordinamento forense».

– Già che ci siamo, da presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Gela, qual è lo stato della giustizia nel nostro tribunale (organici, strutture, rapporti con i magistrati …)?

«Credo che nel complesso sia positiva, specie se si tiene conto della scarsezza di risorse umane a disposizione. Il Tribunale di Gela è tra i migliori d’Italia per indici di produttività, sia nel settore civile che nel penale, dove vi è un clima di proficua collaborazione. A differenza di alcuni anni fa, molti giovani magistrati scelgono Gela come loro prima sede di servizio (e non vi arrivano invece per una decisione di ufficio, essendo magari gli ultimi in graduatoria del concorso). Il nostro è un posto dove si lavora bene, con serenità e ci si forma professionalmente. Credo di potere dire che ciò sia avvenuto anche grazie all’azione dell’avvocatura e del consiglio dell’Ordine, che mi onoro di presiedere e che ha sempre inteso la funzione difensiva in chiave moderna ed essenzialmente come garanzia dei diritti del cittadino e del suo interesse ad avere una giustizia efficiente».

– Alcuni mesi addietro siete intervenuti con inserzioni a pagamento sui giornali in difesa dei diritti nella crisi dell’economia. Che senso ha avuto questa inusuale iniziativa, se e quali risultati avete avuto?

«Lo scopo è stato quello di sensibilizzare la pubblica opinione sul fatto che l’avvocatura, essendo uno dei pilastri della giurisdizione che deve necessariamente basarsi sul confronto tra due soggetti autorevoli e paritari (accusa e difesa) avanti ad un giudice terzo, doveva ricevere uno statuto che ne garantisse autonomia anche disciplinare, decoro, serietà autorevolezza. Abbiamo inteso reclamare che a disciplinare lo statuto dell’avvocatura fosse una legge dello Stato e non già un mero atto amministrativo, come un regolamento, rimesso alla discrezionalità o forse all’arbitrio, del ministro o del governo di turno. La nostra azione, così come quella di quasi tutta l’avvocatura italiana, ha avuto successo perché nel dicembre scorso il parlamento italiano ha finalmente approvato la legge che disciplina il nuovo ordinamento professionale dell’avvocato e che inquadra la sua attività in un contesto di tutela di valori costituzionali legati soprattutto ai diritti inviolabili della persona umana, che è il diritto ad un’efficace difesa nel processo. Mi permetto di dire che nel Congresso nazionale forense dello scorso novembre, in cui si è discusso della riforma all’esame del Parlamento, ho avuto modo di rivolgere alla platea congressuale, composta da qualificati giuristi ed avvocati italiani, un accorato intervento che ha ricevuto unanimi apprezzamenti, in quanto sottolineava come fosse essenziale che il nuovo ordinamento costituisse un ancoraggio della professione forense alla tutela dei più alti diritti della persona umana».

– E veniamo alla politica. Da segretario cittadino dell’Udc a candidato alla Camera alle elezioni del mese prossimo. Da cosa muove questa scelta?

«Sono tante le cariche e responsabilità che ho ricoperto nell’Udc e, prima che questo partito si costituisse, sempre nei partiti che hanno rappresentato il centro politico autonomo da destra e da sinistra, a cominciare dalla Democrazia Cristiana e quindi dal Partito Popolare Italiano sino al suo scioglimento. La mia candidatura alla Camera, in una posizione peraltro utile all’elezione, sempre se si riceva un giusto consenso elettorale a cominciare dalla città di Gela, nasce essenzialmente dalla volontà del mio partito, a livello provinciale e regionale, di dare una rappresentanza parlamentare nazionale alla provincia di Caltanissetta ed alla città di Gela che si caratterizzasse per esperienza politica ed amministrativa, oltre che per competenza in materie tra le più delicate che il nuovo Parlamento andrà ad affrontare, quali quelle della giustizia, dell’ambiente, dell’impresa e dello sviluppo economico. Si è ritenuto che io avessi le qualità per svolgere tale funzione, e spero che questa valutazione sia giusta.

– Perché gli elettori dovrebbero votare per il suo partito, e quindi per lei?

«Posto che per me sarebbe un onore potere mettere a disposizione della mia città e della nostra provincia le mie capacità e le mie competenze, ed anche la mia passione ed il mio più disinteressato impegno, posso assicurare che mi sforzerò in ogni modo, compiendo ogni possibile rinuncia, anche personale e professionale, perché io possa rappresentare i miei concittadini in Parlamento nel miglior modo possibile, in modo che essi possano andare fieri del loro deputato. Credo di potere dire di avere sino ad oggi, ed in ben oltre due decenni di avvocatura, rappresentato nel miglior modo tante persone che mi hanno affidato la difesa dei loro diritti. I gelesi e i nisseni non si pentiranno se mi affideranno il compito di difendere gli interessi delle nostre comunità in seno al Parlamento nazionale».

– L’Udc sostiene fortemente, come nessun’altra formazione politica in lizza, la candidatura a premier di Mario Monti. Non la ritiene una scelta azzardata, visto che la gran parte degli italiani ne criticano l’operato, giudicato troppo sbilanciato sulla pressione fiscale e poco sulla crescita?

«Monti ha rimesso a posto i conti dello Stato, ha fatto sì che l’Italia continuasse a riscuotere credito presso le istituzioni finanziarie e presso i risparmiatori che hanno ripreso ad acquistare i suoi titoli del debito pubblico, evitando il default. Oggi, si può programmare una fase di sviluppo, si può pensare di rimodulare e di riequilibrare qualche tassa, a cominciare dall’Imu, e si può pensare soprattutto di tornare ad investire nelle infrastrutture, nella ricerca scientifica, nella formazione e nell’occupazione dei giovani. Questa fase secondo noi deve essere affidata a chi ci ha salvato dal baratro e non a chi ci aveva portato sull’orlo del baratro. Deve essere affidata a chi ha affrontato la situazione con serietà e rigore e non già a chi sbandiera, da destra e da sinistra, populismi, bugie, demagogie, promesse che non potranno mai esser mantenute. Non è vero che Monti abbia tassato solo i più disagiati, ma è vero il contrario perché l’Imu, la tassa sulle transazioni finanziarie (tobin tax) e la tassa sui depositi azionari ed obbligazionari, così come l’aumento delle imposte indirette sui beni di lusso, colpiscono i patrimoni più grandi in maggior misura e solo in misura molto più bassa quelli più modesti».

– L’Udc è competitor del Pd a livello nazionale, alleato al governo della Regione, agguerrito oppositore nell’amministrazione locale. Vero è che le ideologie non valgono più, ma non le sembra che si stia creando una gran confusione che disorienterà sempre di più soprattutto gli elettori?

«La ragione della competizione tra il Pd e l’Udc a livello nazionale dovrebbe esser chiesta al Pd ed a Bersani che, dopo avere giustamente sostenuto l’azione di risanamento del governo Monti, ha stretto un’alleanza con Vendola che è il più agguerrito avversario delle misure prese da Monti, tanto che vuole completamente azzerarle per far piombare di nuovo l’Italia nel baratro finanziario ed economico. Alla Regione abbiamo stretto un accordo programmatico col presidente Crocetta, improntato anche qui al rigore finanziario per risanare il bilancio e la burocrazia regionale, anche questi in profondo dissesto. Sino ad oggi, e credo sino alla fine della legislatura, non abbiamo ragioni per rompere quell’accordo perché credo che Crocetta continuerà nell’azione di risanamento, che faticosamente sta portando avanti. Al Comune teniamo una posizione responsabile e costruttiva di critica e di opposizione nell’interesse dei cittadini, e non ci sottraiamo a sostenere ogni iniziativa che vada nell’interesse dei cittadini, Non vedo alcuna contraddizione, anzi va sottolineato il nostro merito di non andare a caccia di assessorati».

– In poche righe, può descrivere la sua posizione in merito ad alcune questioni che riguardano il nostro territorio: inquinamento, agricoltura, turismo, occupazione, stato sociale?

«Sull’inquinamento credo che sarà fondamentale l’azione legislativa che potrà promuovere il nuovo parlamento in virtù delle nuove conoscenze scientifiche e tecnologiche, e credo che io potrò essere incisivo, facendo anche in modo che le industrie, e tra queste anche quelle dell’Eni, si adeguino prontamente alle nuove tecnologie per abbattere i carichi inquinanti e possano godere di agevolazioni fiscali e contributive in modo che siano incentivate ad ammodernarsi, senza dover affrontare oneri di investimento che possano collocarle fuori mercato. Anche sull’agricoltura il nuovo Parlamento potrà fare moltissimo introducendo norme che tutelino i prodotti, come quelli della nostra Piana e delle nostre serre, che sono di alta qualità e che sono rispettose della salute dei consumatori, rispetto alla sleale aggressione commerciale di prodotti esteri che non rispettano i medesimi parametri sia sanitari che di sfruttamento e di sicurezza del lavoro. Sul turismo potranno introdursi norme che facilitino l’utilizzo del patrimonio edilizio esistente per il soggiorno dei turisti e per la qualità dell’ambiente e della balneazione, e anche della pesca. L’occupazione può essere incentivata dalle misure finora menzionate, nonché da un abbattimento degli oneri contributivi per quelle aziende che assumono giovani e che, al contempo, per almeno cinque anni non licenzino alcun dipendente. Lo stato sociale va rafforzato attraverso una politica, sia dei redditi che fiscale, che tuteli innanzitutto le famiglie, specie quelle con più figli e monoreddito».


Autore : Filippa Antinoro

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