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notizia del 12/12/2011 messa in rete alle 12:11:03

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Pateracchio Prg: ecco come uscirne, se si vuole
Non è una storia edificante, ma bisogna tenerne conto per affrontare con obiettività e senza pregiudizi le polemiche politiche che stanno coinvolgendo il Prg gelese. Polemiche che tendono ad attribuire tutte le responsabilità alla politica locale, ma che, obiettivamente, in primo luogo nascono a Roma e a Palermo.
Occorre distinguere tra atti conseguenti alla confusione generata da normative contraddittorie e atti generati da comportamenti politici locali che. strumentalmente o meno. profittano di tale confusione per ritardare e minare la realizzazione di un Prg essenziale per una città che l'attende da fin troppo tempo.
Il Prg deve essere approvato nel più breve tempo possibile, non tanto per i suoi contenuti, piuttosto deludenti, ma per precostituire un riferimento normativo che aiuti la città ad uscire definitivamente dall'abusivismo edilizio che, per il solo fatto di essere possibile, impedisce a chiunque governi, qualunque possibilità di pianificare lo sviluppo del territorio e di condurlo nella direzione desiderata.
Va da sé che costituiscono atti che minano la possibilità di programmazione territoriale anche le varianti, che si susseguono senza sosta. Tale pratica ha continuato ininterrotta prima, dopo e durante l'adozione del Prg, con il risultato che il Piano regolatore non contiene tali atti e decisioni e neppure la verifica di coerenza tra quanto doveva essere adottato e le nuove e vecchie varianti. In definitiva una dicotomia netta tra Piano, elaborati che lo rappresentano e realtà territoriale che si evolve, in tal modo, senza una linea precostituita.
Ora giunge notizia, per bocca del Direttore generale Renato Mauro, che l'adozione del Prg è nulla perché è stato elaborato in assenza di procedura Vas. Era nell'aria da qualche anno uno sbocco di questo tipo, e non coglie di sorpresa alcuno, ma occorre attendere un atto formale della Regione a sancire in modo inoppugnabile tale convinzione.
Nel frattempo, il Prg adottato continua ad esplicare i suoi effetti giuridici e pratici e gli Uffici tecnici comunali sono tenuti a verificare ancora la doppia conformità sulle richieste concessorie dei progetti edilizi. Solo dopo un atto formale della Regione in tal senso potrà considerarsi giuridicamente nullo l'atto di adozione, non prima. A questo proposito ho avuto un lungo e serrato colloquio telefonico con l'assessore all'Urbanistica Giuseppe D'Aleo e ne ho apprezzato la preoccupazione per le conseguenze sulla città di una simile decisione. Ho apprezzato anche la sua tensione a ricercare una soluzione in grado di salvaguardare il lavoro fin qui compiuto.
Ma da quanto fin qui è emerso discende un'altra grave considerazione: se l'adozione del Prg è nulla per assenza di procedura Vas (e io sono di questa opinione da sempre), è lecito pensare che sono nulle tutte le varianti sin qui adottate e approvate dal 1 agosto 2007?
Il fatto che la Regione abbia continuato ad approvare le varianti in assenza di Vas, non contraddice l'ipotesi di annullamento per il solo Prg? Se la Vas, secondo la Direttiva europea, si applica a tutti i Piani e i Programmi, nessuno escluso, perché l'annullamento solo del Prg?
E perché la Regione approva le varianti eseguendo (essa stessa) le verifiche di assoggettabilità alla Vas, anzichè l'operatore e il Comune fin dalla fase della proposta iniziale rispettando così lo spirito della Direttiva la cui violazione è alla base della condanna dello Stato italiano?
Tutto ciò dimostra ancora di più la confusione che regna in quegli uffici e in quegli assessorati su questo argomento; confusione che coinvolge gli Enti locali, che tali norme devono poi recepire.
La procedura di Vas determinerà, inevitabilmente, modifiche al Prg negli aspetti più squisitamente ambientali, della sicurezza e della sostenibilità, quantomeno per le risposte che dovrà fornire alle diverse questioni che emergeranno: risposte ai rischi rilevanti del petrolchimico (collina verde di protezione rispetto all'impianto, per esempio); risposta agli allagamenti dei quartieri Margi e Settefarine con la previsione di aree di laminazione e di uno scolmatore, alla sostenibilità viabilistica sul fronte porti; ecc.).
Alcuni di questi argomenti sono stati illustrati nel corso di un convegno tenutosi a Gela il 24 novembre 2010. A quel convegno, organizzato dall'Inner Wheel, parteciparono anche il sindaco Angelo Fasulo e l'assessore all'Urbanistica Giuseppe D'Aleo, i quali sono perciò al corrente e consapevoli di molte questioni importanti che in quel convegno furono trattate. Alcune di esse fanno parte delle 500 osservazioni e oltre.
La Vas sia considerata una opportunità, anziché una iattura!
Si colga l’opportunità del tempo occorrente per l’elaborazione della Vas, per migliorare il Prg tenendo conto di una serie di considerazioni preliminari.
Questo il quadro che caratterizza l'attuale Prg gelese e più in generale gli atti di pianificazione locale:
• l'assenza di Vas rende non approvabile il Prg gelese;
• nessuna variante legittima è possibile per le stesse ragioni che impediscono l'adozione/approvazione del Prg;
• i contenuti del Prg sono insufficienti e sotto molti punti di vista discutibile;
• sono giacenti oltre 500 osservazioni di cittadini e associazioni, con idee e suggerimenti decisivi e significativi;
• sono stati rilasciati provvedimenti concessori che con l'annullamento dell'adozione rischiano di essere revocati.
A questa constatazione conseguono alcune azioni che richiedono, in via preliminare, l'impegno a non procedere con altre varianti. Nessuna preclusione nei confronti delle varianti urbanistiche, ma esse devono inserirsi in un quadro di regole organiche e di obiettivi strategici chiari e ben definiti. In assenza di questo quadro (il Prg) tale pratica è il preludio di contraddizioni che poi il territorio pagherà molto caro.
La mia opinione sulle possibili azioni/soluzioni.
• proporre alla Regione siciliana l'approvazione di una norma transitoria che sancisca la validità degli atti di adozione dei Prg, in qualsiasi momento votati dai Consigli comunali e leghi l'approvazione definitiva degli stessi Piani alla conclusione delle procedure Vas eseguite ai sensi della Direttiva europea. Le modifiche al Prg conseguenti potranno essere recepite, con carattere vincolante, nella fase di discussione e approvazione del Prg. L'approvazione definitiva del Prg oltre che approvare e/o respingere le osservazioni dei cittadini e delle associazioni comporterebbe l'approvazione definitiva del Prg come modificato dalle risultanze della Vas.
Questa soluzione avrebbe in negativo il fatto che i cittadini non potrebbero osservare le variazioni di Prg conseguenti la Vas.
Per ovviare a ciò, in alternativa:
la norma transitoria confermi la validità delle adozioni dei Prg indipendentemente dal periodo di adozione, ma imponga una ri-adozione al termine della procedura di Vas. Questa seconda ipotesi avrebbe il vantaggio di consentire ai cittadini e alle parti sociali di osservare il documento definitivo e di mantenere in salvaguardia il territorio e gli atti che ne sono conseguiti.
• indire subito la gara pubblica per individuare il professionista che dovrà gestire la procedura di Vas e che dovrà predisporre il primo Rapporto ambientale sul quale la città (nelle sue articolazioni economiche e sociali) dovrà confrontarsi. Si fa rilevare che l'estensore della Vas è necessariamente professionista diverso dall'estensore del Prg pur se dovrà porsi in posizione dialogante con esso;
• avviare immediatamente dopo la procedura di Vas sul Prg;
• ai fini cautelativi e per dare un segnale politico forte alla città al fine di bloccare l'abusivismo edilizio, approvare in Consiglio comunale un atto politico-amministrativo che sancisca la validità dei vincoli previsti nella bozza di Prg sino all'adozione/approvazione del nuovo Piano, anche in assenza di norma transitoria regionale.
• costituire un Ufficio di Piano interno al Comune per apportare al Prg le modifiche necessarie a renderlo aderente ai desiderata dei cittadini e ai bisogni strategici della città. Molte delle modifiche possibili sono già contenute nelle oltre 500 osservazioni pervenute
• incaricare un consulente qualificato e di riconosciuta capacità professionale in campo nazionale, per affiancare e coordinare il lavoro di revisione del Prg (preferibilmente non l'attuale estensore)
• l'Ufficio di Piano dovrà affiancare l'incaricato della Vas e il consulente per ogni necessità tecnica e procedurale.
Autore : Francesco Salinitro
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