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notizia del 19/10/2005 messa in rete alle 11:29:32
Chi di Tv ferisce, di Tv perisce
Disse il Sommo profeta che “chi di spada ferisce di spada perisce”. Ma erano altri tempi: gli strumenti per offendere erano, appunto, le spade. Poi, con l’invenzione della polvere da sparo, si è passati a colubrine, fucili, pistole sempre più precise. Ma il “progresso” ci ha portato all’uso di ordigni nucleari sempre più potenti, più che altro con funzioni deterrenti.
Ecco che, ai nostri giorni, si è scoperto un mezzo di offesa che fisicamente non fa male ma sulle menti può avere effetti dirompenti: la televisione.
In Italia se ne sono accorti per primi i vecchi democristiani, che la usavano per rimbecillire le coscienze degli italiani negli anni ’60 e ’70. Negli ultimi tempi c’è stato il fenomeno Berlusconi, ma anche le sinistre hanno sempre avuto il loro orticello in Rai3. Anche Bin Laden usa i filmati mandati in onda sulle televisioni arabe per fare propaganda.
A Gela, chi ha saputo fare un sapiente uso del mezzo televisivo, del quale è certamente maestro, è stato il Sindaco Crocetta, che ha imperversato ed imperversa in ogni occasione e per qualunque motivo. Ma proprio Crocetta, per la serie “chi di Tv ferisce di Tv perisce”, è stato vivacemente contestato, sulle televisioni locali, dai compagni della Cgil. E’ avvenuto due volte in pochi giorni: prima per l’assistenza domiciliare, poi per i dipendenti della Ghelas. E Crocetta si è innervosito, accusando il sindacato di strumentalizzare i problemi “per apparire in Tv”. Ma come? Proprio lui che dallo schermo ci dà il buongiorno, ci fa compagnia durante i pasti e ci dà infine la buonanotte, proprio lui parla di strumentali apparizioni in Tv?
E’ chiaro che Crocetta non vuole concorrenza sul piccolo schermo: deve essere lui solo a fare ai cittadini il lavaggio del cervello, e spesso ci riesce, se è vero che a Gela esistono ancora spiriti semplici che sono convinti che la città sia amministrata, e non vedono la disoccupazione dilagante, l’ambiente maltrattato, le strade impraticabili, i semafori non funzionanti, il traffico lentissimo, l’agricoltura al collasso, l’industria ormai già spremuta, l’artigianato inesistente. Il tutto con un’Amministrazione Comunale che ad ottobre, cioè a fine anno, approva il bilancio “preventivo” dell’anno in corso, con aziende fornitrici che rischiano il fallimento e che promuovono azioni legali per riscuotere i loro crediti dal Comune.
Questa è la Gela del 2005. Ma in qualche bar cittadino troverete sempre qualche spirito semplice che affermerà con convinzione che “Gela non ha mai avuto un Sindaco come Crocetta”.
Lo sappiamo, zio Totò, lo sappiamo…
Autore : Giulio Cordaro
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