|
notizia del 15/06/2004 messa in rete alle 17:46:58
Festa solenne per la Repubblica
Anche a Gela è stata celebrata la festa della Repubblica. Una cerimonia sobria che ha visto la partecipazione di autorità politiche, civili, militari e religiose. Numerose le associazioni combattentistiche presenti tra cui l’associazione dei carabinieri in congedo. Al corteo ha anche partecipato la vedova del carabinieri Fiorentino Bonfiglio ucciso barbaramente assieme ad altri suoi sette commilitoni dai banditi niscemesi nel maggio del 1946.
Il corteo con i gonfaloni dell’Amministrazione comunale e delle associazioni combattentistiche con il sindaco in testa, autorità amministrative, il vicario foraneo Grazio Alabiso, è partito da Piazza san Francesco dove un imponente vessillo tricolore campeggiava sulla facciata di Palazzo di città, dirigendosi verso Piazza martiri della libertà dove il sindaco ha deposto una corona d’alloro in ricordo dei nostri caduti nella seconda guerra mondiale e si è infine diretto alla villa comunale dove anche qui è stata deposta una corona d’allora per ricordare gli otto carabinieri catturati nella casermetta di Feudo Nobile nel ‘46 e poi trucidati e gettati in una cava a Rigiulfo vicino Piazza Armerina. In testa al corteo due gruppi bandistici hanno intonato musiche patriottiche per l’intero percorso.
Quando il corteo si è fermato a Piazza Martiri della Libertà, mentre tutte le autorità prendevano posto a cerchio nella piazzetta, il sindaco con la fascia tricolore ha preso la parola per ricordare l’avvento della Repubblica. “Il 2 giugno del 1946 – ha detto Crocetta dopo alcuni squilli di tromba e l’intonazione del silenzio – l’Italia sanciva con un referendum popolare in cui per la prima volta votavano le donne, la costituzione della Repubblica italiana e la fine definitiva della dittatura fascista e nazista che aveva oppresso l’Italia. Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge senza alcuna distinzione. Il compito della Repubblica è quello di rimuovere gli ostacoli che si oppongono all’uguaglianza formale dei cittadini”.
Il primo cittadino ha continuato ad illustrare gli articoli più significativi della costituzione italiana sottolineando come la nostra carta costituzionale sia la più avanzata del mondo. Dopo gli applausi e il suono dell’inno di Mameli, il corteo si è diretto alla villa comunale dove si è fermato dinanzi alla lapide eretta agli otto carabinieri uccisi dai banditi niscemesi. Anche qui il sindaco ha ricordato come le forze dell’ordine abbiano fatto sempre il loro dovere. “Voglio esprimere pubblicamente – ha affermato il sindaco – la mia soddisfazione e il ringraziamento di tutta la città per le brillantissime operazioni fatte dalle forze dell’ordine quando hanno arrestato i rapinatori del gioiellere e subito dopo i rapinatori di una banca.
Segno di una sicurezza ritrovata e di una attenzione nuova da parte dello Stato, segno che questa città può diventare una città libera”. Poi ha letto i nomi dei carabinieri scritti sulla lapide e ha ceduto la parola alla professoressa Rosetta Maganuco, autrice di un libro dove ha ricostruito la vicenda dei carabinieri trucidati dai banditi.
Autore : Nello Lombardo
» Altri articoli di Nello Lombardo
|
|
|
In Edicola |
|
Cerca |
Cerca le notizie nel nostro archivio. |
|
|
|
|